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La storia dei nani da giardino, evoluzione di una specie attraverso i secoli

Ti è mai capitato in alcuni giardini di vedere simpatiche creature con barbe lunghe e cappello rosso in testa, sempre indaffarate a lavorare? Non si fermano mai con quelle carriole e quelle vanghe, sempre avanti e indietro! Sono proprio instancabili non trovi? Il titolo di questo post può sembrarti alquanto bizzarro ma la storia dei nani da giardino proviene da un’epoca molto lontana e, come tutte le storie, nel corso dei secoli si è evoluta.

I nani da giardino hanno visto un periodo di sviluppo, seguito da decenni di buio, durante i quali sono stati trascurati ed ignorati. Sono poi arrivati ai giorni nostri  più evoluti che mai, portando le ultime invenzioni disponibili sul mercato come smartphone, costumi da bagno e tavole da surf, per l’orrore degli avi.

Forse anche tu, come me, ti chiederai a cosa serve avere degli gnomi in giardino. La risposta ce la dà il fondatore della Heissner, la ditta storica produttrice delle simpatiche statuine: “Gli gnomi portano la vita in giardino, vogliono dare gioia ad adulti e bambini allo stesso modo […] Il proprietario tiene con se un pezzo di romanticismo, sono pezzi di gioielleria“.

Non so te, ma spesso tendo a ridicolizzare questi nanetti, specialmente quando li vedo nei giardini delle case come oggetto ornamentale. Ultimamente però ho notato che si possono trovare in molti luoghi, non solo in giardino. Ad esempio in casa! Possono essere sui libri da cucina, come decorazione di una tazza da caffè, oppure come oggetto per fermare libri o porte! Come puoi capire da queste poche righe anche gli gnomi hanno un loro valore, non sono solo visti come oggetti pacchiani e kitsch.

Generalità sui nani da giardino

La storia dei nani (o gnomi, o troll) risale ai miti delle fiabe e leggende di molti popoli, ma la realizzazione fisica di queste creature è un’altra faccenda.

Nati in Turingia (Germania) nel 1872 gli gnomi sono i figli legittimi di Philipp Griebel e August Heissner. Per 130 anni sono stati costruiti in argilla e dipinti a mano, con il passare del tempo però materiali e tecniche produttive sono cambiate. Oggi, purtroppo, il mercato orientato su larga scala porta a produrre queste creature inanimate in semplici materiali plastici come il PVC.

Ma come viene realizzato fisicamente uno gnomo da giardino?

La produzione dei nani da giardino

Per creare queste piccole creature possono essere utilizzate tre metodologie produttive differenti. Argilla e ceramica sono la variante più pregiata (in particolare la ceramica) mentre la terza, meno sofisticata, è realizzata in plastica PVC.

Produzione in argilla

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Questo metodo produttivo consiste semplicemente nel versare l’argilla all’interno di uno stampo in gesso formato da due semi-gusci che, una volta uniti tra loro, danno vita alla figura del nano. I vecchi gnomi da giardino creati con questo metodo sono riconoscibili per la linea longitudinale lungo tutto il perimetro della figura, corrispondente ai punti di unione dello stampo. Nel corso degli anni il processo produttivo è cambiato e oggi i nuovi nani risultano completamente lisci.

Produzione in ceramica

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La produzione in ceramica è molto più laboriosa rispetto alla precedente ma permette di creare una figura unica nel suo genere.
Il modellista di solito trova le idee nell’ambiente in cui vive oppure attraverso disegni o modelli grafici. In una prima fase viene creato a mano un modello in argilla da cui viene realizzato lo stampo in gesso. All suo interno viene poi versato l’impasto che formerà il pezzo finale. Ognuno di questi stampi è adatto per produrre circa dai 20 ai 50 calchi, il che rende il modello in ceramica un pezzo unico.
Sono però i dettagli come i baffi, i sorrisi, le lanterne e le fisarmoniche a fare la differenza. Creati questi particolari la forma viene messa nel forno a 1.000 °C e una volta raffreddata inizia il processo di finitura utilizzando colori idrosolubili. Veste, grembiule, cappello e viso, tutto viene meticolosamente colorato con cura, prestando molta attenzione ai dettagli.
Nella fase finale viene applicata una particolare vernice trasparente per assicurare all’opera d’arte longevità contro vento e intemperie.

Produzione in plastica PVC

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Lo gnomo da giardino inanimato è solitamente realizzato in plastica PVC. La produzione con questa tipologia di materiale viene effettuata inserendo la pasta in PVC all’interno di un particolare stampo in rame tramite una pistola dosatrice. Lo stampo viene poi messo in forno a una temperature di 300 °C e fatto roteare su se stesso in modo tale che il composto si disponga uniformemente intorno alle pareti. Dopo questo processo, tramite una pompa per il vuoto e un paio di pinze, la forma viene estratta dallo stampo e immediatamente riempita con aria compressa per non farla crollare su se stessa. Ogni gnomo viene poi colorato con una pistola a spruzzo, solamente pochi di loro vengono dipinti a mano. Il vantaggio del PVC è una maggiore resistenza agli agenti atmosferici, questa tipologia di prodotto poi non si sbiadisce stando a contatto con i raggi UV.
A differenza dei fratelli in argilla, oltre ad essere più resistenti fisicamente, possono essere utilizzati dai bambini come oggetti ludici. Questo è uno dei motivi per cui i nani da giardino in PVC hanno conquistato una buona fetta di mercato.

Tipologie di nani da giardino: le figure

Prima di passare alle varie tipologie di nani dobbiamo fare una distinzione importante tra nano “animato” e “inanimato”. Il primo è fatto di argilla o ceramica mentre il secondo è costruito utilizzando materiale plastico o cemento.

Oltre alla tipologia di materiale utilizzato, possiamo trovare tre macro categorie di nani: il nano da lavoro, da tempo libero e il nano culturale.

Il nano da lavoro

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Da quando il primo nano ha visto la luce è sempre stato un lavoratore. Ricordi la storia di Biancaneve? I suoi piccoli amici erano costantemente a picconare nella miniera!! Solitamente viene rappresentato con attrezzi agricoli, minerari o da giardino. Ci sono poi anche quelli che hanno in mano il raccolto della terra come uva, ravanelli, cetrioli e carote. Il tipico nano di fine anni ’50 era quell’allegro giardiniere che teneva in mano una carriola e faceva avanti e indietro per il giardino, è stato anche per anni il nano più popolare tra tutti i suoi fratelli.

Il nano da tempo libero

A questo nano invece piace molto praticare l’arte dell’ozio e dilettarsi in attività ricreative come fischiare, fumare la pipa, bere dalla bottiglia. Di solito si veste con pantaloni in pelle, cappello e giacca tradizionale bavarese. A differenza del suo predecessore dall’aria allegra, questo ha un’espressione molto più soddisfatta, da vero amante del dolce far niente.

Il nano culturale

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Infine abbiamo quello che ama la cultura, sempre intento a leggere o suonare qualsiasi tipologia di strumento, a partire da quello più tradizionale come la fisarmonica.

tipologia-di-nani-da-giardino-comuniUn’ultima categoria di nani menzionata all’inizio di questo articolo riguarda i “nanus hortorum vulgaris” o più precisamente gli gnomi da giardino comune. Nani un po’ alternativi comparvero verso la fine degli anni ’80 come figure in netto contrasto con quella del nano da giardino tradizionale. Non erano più dotati dei tradizionali oggetti di lavoro, bensì cellulari, tavola da surf, costume da bagno o, ancora peggio, rivestivano il ruolo del funzionario politico.

Dalla sua nascita nel lontano 1800 la storia dei nani da giardino è stata un grande successo. Da un piccolo paesino della Germania queste piccole creature si sono diffuse in gran parte dei Paesi europei, arrivando persino oltre oceano!
Per questo motivo lo gnomo da giardino non dovrebbe restare sconosciuto in termini di storia e metodi produttivi.

Niente plastica ma argilla o ceramica, niente oggetti all’ultima moda ma vecchi attrezzi agricoli che fanno questa piccola creatura un sinonimo di tradizione e semplicità. Solo con questi attrezzi potrà sentirsi a proprio agio nel nostro giardino e controllare che tutto si svolga nel modo migliore possibile.

A proposito di Luca C.

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